Ping pong
25 Giugno 2008 – 00:05Non credo sia opportuno trasformare il blog in un botta e risposta.Certo i commenti mi danno spunti per i contributi successivi, ma vorrei evitare il ping pong.
Come sempre però ci sono le eccezioni. I commenti di Pietro Dall’Oglio mi costringono ad una risposta pubblica.
In realtà Pietro fa parte di quel gruppo di persone che pur essendo state ascoltate e in qualche modo appoggiate, ritiene che non si sia fatto abbastanza per loro.
Non voglio entrare nel merito anche perchè Pietro le sue rimostranze le ha fatte giustamente anche con ricorsi al TAR (che l’hanno visto sempre soccombere), nè addentrarmi nella discussione sul perchè sia stato preferito dalla commissione aggiudicatrice per la navigazione del tevere un progetto che puntava più sull’aspetto turistico che su quello trasportistico, nè sull’analisi della capacità di battelli elettrici di competere con la forza della corrente di un fiume a carattere torrentizio com’è il Tevere.
Mi interessa invece discutere di un aspetto: quando si amministra e persone vicine fanno dei progetti, questi devono avere una via preferenziale? Devono essere sostenuti di più?
Può sembrare una domanda retorica me non lo è. Nel caso di cui parliamo ad esempio vedi accenno nella mail di Pietro al parco avventura di forte antenne, gli uffici del X Dip. hanno semblicemente verificato che i pini non sono adatti per i parchi avventura e che in tutti i casi noti, si erano scelti boschi di querce per evitare i rischi di rottura rami o peggio caduta, di cui i pini soffrono di più, ma per Pietro si è trattato invece dell’ennesima presa in giro o peggio si è sentito di nuovo tradito.
In questi casi non ci viene in mente che forse il progetto è sbagliato, che forse ce n’è uno migliore, che non ci sono le risorse sufficienti per finanziarlo (quando non è a costo zero), ma riteniamo che sia la Casta a non ascoltare, ed ora è stata giustamente punita.
D’altra parte la destra quando governa vedi Storace alla regione Lazio, com’è noto non fa prigionieri, e allora?…?
2 Commenti to “Ping pong”
Non mi sembra materia per un post ex-novo…
una risposta nei commenti sarebbe stata più che sufficiente.
Di Mammifero Bipede on Giu 27, 2008
Prendo spunto dall’ultimo intervento del prof. Dario Esposito, nel quale, pur non apprezzando il carattere da ping pong assunto dal dibattito sul suo blog, ha ritenuto di dover rispondere sottolineando un punto cruciale nel rapporto tra amministratori-politici e cittadini, per proporre una riflessione. Vale a dire l’operazione, a mio giudizio molto diffusa, di attribuire al proprio pensiero-progetto un valore molto alto, a volte quasi una primizia, rispetto all’interlocutore istituzionale, che, a torto o a ragione, è rappresentato con un profilo sfumato, portatore di interessi e pensieri fuori campo non confessabili. Ripeto a torto o a ragione. A questo punto, per me, sarebbe interessante “disegnare” un nuovo identikit per individuare quali caratteristiche dovrebbe avere l’amministratore-politico di successo e, soprattutto ,il cittadino-giudice-elettore cosa si aspetta dall’“uomo di successo”?
Di Roberto Palamaro on Giu 26, 2008